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La pausa del planner

L’estate evoca nell’immaginario collettivo memorie condivise di paesaggi in riva al mare e momenti di divertimento allo stato puro in cui si vive in una dimensione sospesa e limbica, in totale simbiosi con una natura generosa e accogliente. Eppure non per tutti è possibile isolarsi dal mondo, rendersi irreperibili e mimetizzarsi tra la sabbia bianca di un’ isola tropicale o tra la fitta vegetazione delle montagne.
Ed ecco la croce e delizia dello stile di vita di un Event Planner, peculiare categoria di “eletti”, che titubano a far propria la forma mentis della vacanza… e per quale motivo? L’etimologia ci viene in aiuto, la parola vacanza si ricollega al verbo latino “vacare” che significa essere libero e privo di impegni. Per un Event Planner essere libero può diventare un’utopia, una condizione incompatibile con chi, per sua natura, non riesce mai a smettere di avere tutto sotto controllo. La loro mente, infatti, è un’esplosione di doti naturali creative, analitiche, organizzative ed emotive, una fucina inesauribile in cui si forgiano idee anche nelle situazioni più impensate.

Mica per niente Career Cast, Word Economic Forum e Quickmobile hanno dichiarato la professione dell’Event Planner tra le prime 6 più stressanti che si possano immaginare (dopo il pompiere e prima del reporter!).

La loro giornata tipo è scandita da una serie di numerosi impegni che richiedono attenzione e capacità di trarre ispirazione dai vari aspetti del reale, per inventare cose sempre diverse, stuzzicanti e innovative senza dimenticare la praticità utile a farle accadere! Talvolta nomade e certamente cosmopolita, oggi può trovarsi a Shanghai e domani a Parigi, ma, contrariamente a quanto si potrebbe credere, i continui viaggi non si traducono in meritati momenti di relax, ma fanno parte di un iter organizzativo che richiede energie e lucidità.

A quale escamotage, dunque, bisognerebbe ricorrere per ingannare la mente sempre vigile e ritagliarsi la tanto agognata pausa rigenerante, un momento unico e irripetibile da godere fino in fondo? Non è possibile certo programmare uno stacco prolungato, il vulcano di idee che ribolle nella mente di un Event Planner non potrebbe rimanere quiescente per lungo tempo, alla fine, inevitabilmente esploderebbe con tutte le conseguenze immaginabili. Dobbiamo, quindi, postulare che per i creativi, le vacanze debbano necessariamente essere sui generis, ispirate alla lezione oraziana del Carpe diem, brevi e intensi attimi tra un viaggio e l’altro, tra l’organizzazione di un evento importante e la fase ideativa che prelude a una nuova emozionante avventura.

Un pomeriggio trascorso sulla battigia a lasciarsi accarezzare da spruzzi di onde, una breve sosta in una baita per assaporare un pezzo di formaggio alle erbe, una passeggiata sul lungotevere nella città eterna… e la cosa più emozionante sarà la stupefacente scoperta che proprio in quel momento di “assenza” dalla routine quotidiana si fa strada l’idea vincente, l’illuminazione ricercata freneticamente e inutilmente fino a poche ore prima.

Sebbene quindi sia corretto dire che una mente creativa ed una analitica siano agli antipodi, possiamo altrettanto asserire che un Event Planner rappresenti l’eccezione che conferma la regola! Si trovano infatti doti rigide e schematiche insieme ad idee creative ed emozionanti in un solo euforico e concentrato spirito. Nasce così lo status di catalizzatore di sensazioni, avido di cogliere tutte le possibili sfaccettature del reale che non dà mai per scontato nulla e coglie la segreta rete di corrispondenze, come direbbero i simbolisti, che si cela al di là dell’apparenza delle cose.

Per questo motivo non si può rischiare di perdere neanche un minuto di una vita in movimento che ha in serbo molte sorprese per chi, come ha sostenuto lo psicologo Scott Barry Kaufman, non riesce mai a conoscere se stesso fino in fondo, proprio perché la versatile natura proteiforme spinge i creativi a cambiare per adattarsi a situazioni sempre nuove. Proprio questa continua pressione alla lunga può diventare logorante, non bisogna esitare, dunque, a godere senza rimorsi una pausa vivificante e una coccola rigenerante per non deludere le attese e garantire il meglio che si possa avere.

“Gli orologi facevano tic e tac; quelli di oggi fanno stress e relax, stress e relax.”
Stefano Bartezzaghi

 

 

 

 

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